E’ l’ultimo giorno di Agosto, ore 7
e dieci del mattino. Inizia la
passeggiata quotidiana con passo leggero e rapido. Appena superato l’Hotel
Nazionale sulla sinistra ai profila l’Hotel Gioia Garden che immancabilmente
ogni giorno richiama l’attenzione. Sul fianco sinistro della scalinata d’ingresso
si erge maestosa la pianta rara che punta nella sua pura verticalità verso il
cielo, sempre più in alto: la creatura verso il creatore. Ogni giorno si
rinnova un filo di emozione. Percorsa in un fiat la ripida e breve discesa ti
accoglie silenziosa e ancora
addormentata la
Fonte Anticolana. Risali con passo alacre le dolci curve in
salita del viale Anticolana e prima di villa Alessandri dietro il cespuglio di
busso, che rincorre il viale, un gruppo di 12-13 piante sorelle di quella del
Garden impreziosiscono il pendio della Valle Jannina, qualcuna bigemina,
qualche altra trigemina, dritte verso il cielo per qualche decina di metri (20-30 metri ). Colpisce quella corteccia soffice, scavata
da solchi profondi di un colore rossiccio, diverso da tutte le altre piante.
Scorrendo con l’occhio verso la punta ti
sorprende il profilo conico assai slanciato per la prevalenza forte della
dimensione verticale. Volgi lo sguardo a sinistra e nel giardino di villa
Alessandri scopri altre due piante della stessa famiglia, una delle due binaria
da una certa altezza in sù. Abbandoni il viale Anticolana, superi il palazzo
delle Poste e di fronte all’ex villa delle Api scopri un gruppo numeroso (22-23) di piante, che sembrano più
giovani, nel terreno della vecchia serra adibita oggi, in parte, a parcheggio.
Sono esemplari di dimensioni più modeste. Raggiunta via Alessio Nazzari, dopo pochi passi, proprio di
fronte all’Hotel Villa Maggi ritrovi ai lati di un cancello di ferro del
comprensorio Fonte Bonifacio Ottavo altri esemplari della nostra pianta (7-8),
i cui rami più bassi spiovono sul marciapiede. Stacchi delicatamente un ramuscolo nel tentativo inutile di carpire
qualche segreto della pianta misteriosa e puoi solo ammirare il ricamo delle
foglioline assai sottili ( un millimetro o poco più) per 1-2 centimetri di lunghezza, attaccate fitte, fitte, alla
nervatura foliacea centrale in una forma doppiamente lanceolata in successione.
Il frutto è una piccola pigna, non più di 2 centimetri e mezzo
con numerosi piccoli semi fino a 250 circa.
Superata la barriera posta
all’inizio del sentiero boschivo, ti immergi
in un mare di verde del castagneto Quarto di Anagni ed all’incrocio con
il sentiero Bonifacio Ottavo trovi un turista con una piccola videocamera che fa la ripresa ed esclama alla
sua compagna:” E’ una prospettiva meravigliosa!”
Scendi rapidamente verso
l’Anticolana e vai a curiosare dentro le Terme.
Noti con amarezza che assai poche sono le persone che incontri con il
bicchiere per la cura. Ti aspetta il teatro delle Fonti. Fai una attenta
ricognizione attorno alla massiccia struttura lignea e scopri con gioia
numerosi esemplari della pianta che stai cercando, alcuni dei quali lambiscono
le pareti del Teatro a destra ed a sinistra. C’è da domandarsi: esistevano
altri esemplari là dove oggi sorge il teatro? Era proprio necessario
sacrificare piante così rare? Interrogativi senza risposta che ci accusano. Ed
allora cerchiamo di riparare per il futuro noi fiuggini che siamo chiamati a
gestire un patrimonio prezioso e, forse, unico in Italia!
E’ stato il direttore responsabile
del Verde cittadino e del patrimonio boschivo di Fiuggi, dottor Gianni D’Amico,
a fare una attenta ricognizione statistica delle Sequoia in Fiuggi ed a
comunicarmi la cifra di circa duecento esemplari ai quali bisognerà aggiungere
le decine presenti nel parco del Palazzo delle Fonti. La Sequoia è nota soprattutto
per la sfida che lancia contro il tempo. Gli esseri viventi animali e vegetali
difficilmente superano i cento anni. Ci sono anche piante secolari, due quattro
secoli di vita, non di più. Nessuna supera il millennio
Ci sono Sequoia viventi che sono
oggi e sono state ieri testimoni della storia e della preistoria ed hanno
lanciato una sfida all’eternità!
Quale è il segreto di una longevità
così straordinaria? Gli esperti attribuiscono buona parte del merito alle
caratteristiche della corteccia che può raggiungere uno spessore fino a 30 centimetri , è
ricchissima di tannino e protegge dagli agenti esterni ( umidità, batteri,
parassiti) l’intero organismo preservandolo dalle malattie che pregiudicano la
salute e la sopravvivenza. Ma certamente ci deve essere il concorso del
patrimonio genetico che porta in sé markers di longevità che neutralizzano
l’opera di degrado e di corruzione
abitualmente e inesorabilmente svolta dal tempo su tutti gli esseri viventi del creato. Mi
domando e domando al mondo scientifico: non sarebbe il caso di approfondire gli
studi genetici sulla Sequoia o meglio sulla specie vegetale che gli americani
chiamano redwood (albero, bosco rosso)? E’ stato sequenziato per intero il DNA
della specie? Sarebbero oltremodo interessanti le ricadute anche per la specie
umana. Mi risulta che il DNA ha la caratteristica di presentarsi poliploide (a
catene multiple). Ha una qualche influenza sulla vitalità della pianta?
Un’altra proprietà della corteccia
è rappresentata dalla capacità di proteggere la
Sequoia dagli incendi che ricorrono frequentemente nel
corso dei secoli per cause naturali. Un ulteriore fattore che contribuisce alla
sopravvivenza della pianta.
A Fiuggi la Sequoia sempervirens ha
trovato un “humus”(terreno)particolarmente accogliente, considerato che le
condizioni più favorevoli per l’attecchimento e la crescita sono date dai punti
vallivi, dalle gole, umidità permanente, nebbie stagnanti, piccoli corsi
d’acqua, acque sorgive. La Bonifacio Ottavo
e l’Anticolana rispondono a tali requisiti.
Accanto alla longevità si pone
anche il record in altezza delle Sequoia ed il record in volumetria del tronco.
La Sequoia
più alta fra tutte le piante di tutte le specie si trova in California nel
Redwood National Park, si chiama “Hyperion” e supera i 113 metri , un grattacielo
di oltre 40 piani, oppure almeno quattro volte l’altezza del Palazzo della
Fonte!. Nello spazio tra il tronco ed un ramo molto robusto si è formato un
terreno di crescita che ha consentito l’inseminazione naturale di un altro
albero che è cresciuto sull’albero titano senza esserne il figlio. Oltre
Hyperion altri 9 esmplari superano i 110 metri . Il Duomo di Milano nel confronto
impallidisce.
Un altro record delle Sequoia è la
circonferenza che può superare i 30 metri con un diametro basale di oltre 9 metri , misure che vanno
ben al di là della più fervida immaginazione. Anche la Sequoia più grande di
diametro ha un nome: “General Shermann”.
Da una ricerca su Internet risulta
la presenza della Sequoia, sempre pochi esemplari, in pochissimi luoghi in
Italia, in provincia di Biella, Verbania, nella Lucania.
Il patrimonio più ricco di Sequoia
sempervirens (dalle 200 alle 300 piante) lo può vantare solo Fiuggi. Sono
piante giovanissime, vicine al secolo di età; hanno perciò appena superato la
primissima infanzia, con buone chances di crescita nei prossimi decenni, in
armonica convivenza con il Castagno articolano.
Bisogna essere all’altezza del
compito perché la pianta richiede cura. Ha bisogno di acqua non stagnante nei
periodi di magra, di concimazione e deve evitare la potatura della punta che
farebbe crescere un piccolo bosco
intorno alla pianta (10-20 piantine) con pregiudizio per la pianta madre.
Non sarebbe sbagliata l’idea di
collegarsi via Internet con la
Direzione del Redwood National Park o del Redwood Humboldt Park per istituire una
collaborazione assai preziosa che potrebbe garantire la conservazione e la
crescita delle nostre Sequoia.
La condizione preliminare per valorizzare
e proteggere queste piante straordinarie è la consapevolezza dei Fiuggini ed in
prima linea delle istituzioni, Scuola , Comune, Corpo Forestale, per quanto
riguarda il loro valore ambientale, turistico,
scientifico, culturale. Abbiamo una ricchezza naturale di cui non
abbiamo ancora l’esatta percezione.
Tanto per dare un primo segnale
sarebbe quanto mai opportuno cominciare a posizionare esaurienti didascalie nei
siti dove la Sequoia
è presente per richiamare l’attenzione del passante distratto.