La teoria della evoluzione, accettata senza riserve dal mondo scientifico, esclude qualsiasi intervento esterno (soprannaturale) nella comparsa della vita sul nostro pianeta, mentre i creazionisti respingono la teoria dell’evoluzione naturale e ritengono che nella vita ci sia un disegno intelligente che rimanda ad un Dio creatore. Io ritengo errata la contrapposizione perché c’è la possibilità di una sintesi che concilia le due visioni del mondo.
Con un po’ di pazienza da parte del lettrore cercherò nel modo più semplice e chiaro possibile di indicare il punto di incontro tra le opposte tesi.
Quando io guardo la mia mano o la mano della gente che mi circonda faccio una constatazione ovvia: la mano ha cinque dita. E’ una realtà/verità data, che la mia mente ha registrato attraverso la visione.
Non è un atto di fede, non è processo scientifico che presuppone la ricerca, la verificabilità, la falsificabilità, ma è un semplice riconoscimento di una evidenza reale del mio vissuto, perfettamente sovrapponibile al vissuto dei miei simili. Nessuno può considerarla una sciocchezza, una affermazione contraria alla scienza, ma una semplice verità, punto e basta.
Lo stesso discorso vale quando osservo che nel cielo sopra il nostro pianeta c’è un Sole unico che interagisce con la Terra. E’ una realtà/verità che la mente registra. Non è un atto di fede, non è un processo scientifico, ma non è neppure una sciocchezza. E’ un dato di fatto reale universalmente accettato.
Se io sto osservando un progetto dettagliato di un palazzo corredato anche di calcoli statici di cui non capisco un accidente, pur afferrandone l’importanza decisiva, potrò dire senza scandalizzare nessuno che sono di fronte ad un progetto, un progetto intelligente, un “disegno intelligente” che nessuno può negare. In quel progetto ci sono disegni, misure, calcoli, in una parola informazioni che vengono lette, elaborate, poi realizzate. Il “disegno intelligente” è diventato realtà.
Allo stesso modo, quando mi pongo di fronte ad un ovocita di scimpanzè, di elefante, di pesce, di umano, di un fiore io so che là dentro ci sono delle molecole semplici capaci di legarsi a molecole più complesse, gli aminoacidi, che vengono assemblate insieme a formare le proteine.
Centinaia, migliaia di molecole di aminoacidi vengono assemblate in successioni diverse per formare proteine diverse.
Le proteine in numero strabiliante di diversificazione diventano dei veri e propri organizzatori enzimatici in grado di costruire tessuti ed organi differenziati con una pianificazione spaziale e temporale che lasciano esterrefatti. Da una sola cellula, l’ovocita, fecondata dallo spermatozoo, si generano miliardi e miliardi di cellule che concorrono, ciascuna con un proprio ruolo, nella costruzione unitaria di un vivente. Tutte, nessuna esclusa, sono programmate e pianificate nel dna nucleare.

Tutti i geni,nessuno escluso, portano in se stessi una informazione costruttiva per l’organo o tessuto da realizzare ed una informazione coordinativa e collaborativa nei confronti degli altri organi e/o tessuti.
Non si può sviluppare la scatola cranica se prima non si forma il cervello, non possono svilupparsi i muscoli ( oltre trecento) se prima non si forma la struttura scheletrica con i suoi precisi punti di attacco per i muscoli. Non si può sviluppare la pelle se prima non si sono sviluppate le strutture dei nervi, delle arterie, delle vene. Non può funzionare un muscolo se prima non è dotato di un nervo stimolatore, di una arteria alimentatrice, di una vena che porta via i cataboliti o prodotti di rifiuto.. Il cervello stesso a sviluppo completato è dotato di circa dieci miliardi di neuroni. Immaginate una orchestra formata di dieci miliardi di orchestrali. Quale maestro sarebbe in grado di raccordarli per ottenere un concerto coerente di Mozart?
I dieci miliardi di neuroni svolgono ognuno una propria funzione in una perfetta armonia che si esprime nei movimenti, nei suoni, nei pensieri di un vivente umano. Nel cervello ci sono i neuroni che muovono le braccia, le mani, le gambe, gli occhi. Ci sono i neuroni che vedono, che sentono, che registrano tutti i segnali che vengono dal corpo, sensibilità tattile, termica, dolorifica, stimoli della sete, della fame, del sesso e sanno dare l’input adeguato per una risposta efficace.
Tutta la complessità di struttura materiale, funzioni e operazioni è prevista, programmata, contemplata nel dna della cellula progenitrice.
E’ evidente che il dna è portatore di informazioni in esso inserite che vengono trasmesse a strutture sempre più complesse e diversificate per la realizzazione della vita. Le informazioni costituiscono un complesso algoritmo che chiameremo algoritmo della vita del tutto sovrapponibile per analogia di logica all’algoritmo del software che governa le attività del computer.
E nessuno si sognerebbe mai di negare il disegno intelligente insito nel software del computer.
C’è un’osservazione decisiva che ci permette di conciliare la teoria evoluzionistica con il disegno intelligente. Nella evoluzione il meccanismo causa-effetto è interno al sistema stesso sotto forma di mutazioni e selezione naturale. L’evoluzione è un processo autosufficiente, che non richiede interventi esterni. Lo stesso discorso non vale nel processo genetico, che noi chiamiamo disegno intelligente, perché il meccanismo causa-effetto, pur agendo all’interno del sistema, non fa parte di esso.I geni del cervello codificano per il cervello ma non hanno alcuna attinenza fisica, chimica, morfologica con il cervello. I geni dell’apparato cardiovascolare codificano per il cuore ed i vasi ma non hanno alcuna attinenza o analogia fisica, chimica, morfologica con il cuore e i vasi. Il meccanismo causa-effetto non lo riconosciamo nelle basi del dna, non lo riconosciamo negli aminoacidi, non lo riconosciamo nelle proteine. Nessuna di queste fasi presenta l’aspetto finalistico e organizzativo che ritroviamo nel prodotto finale che è l’essere vivente. E’ evidente che l’informazione ordinante viene ricevuta dall’esterno come imprinting progettuale. L’imprinting progettuale rappresenta in maniera inconfutabile quel “disegno intelligente”, oggetto oggi di tante polemiche e negazioni nel mondo della scienza, dinanzi al quale debbono tutti inchinarsi, gli scienziati innanzitutto, come pure gli umili profani cui il sottoscritto sente di appartenere.
Il disegno intelligente non sarà verità scientifica perché manca dei criteri della verificabilità e della falsificabilità, ma soddisfa interamente i criteri della logica che sono anche quelli del buon senso e, pertanto, è una realtà-verità che ha la stessa dignità e valenza della verità scientifica.
Non è certo una idiozia! E non inficia minimamente il valore scientifico dell’evoluzionismo per quella parte di verità che esso rappresenta.





