
Fino a trenta quaranta anni fa capitava ogni giorno di sbucciare una mela e si trovava spesso l’ospite sotto forma di un vermino bianco che si agitava nella piccola galleria scavata nella polpa. Si eliminava la parte occupata dal vermino ed il resto della mela si poteva gustare in tutto il suo sapore. Si usava chiamarle mele bacate , ma, in realtà erano mele sanissime e saporite perché non avevano subito alcun trattamento chimico e portavano l’aroma ed il sapore genuini di un frutto incontaminato.
La nostra agricoltura non aveva ancora conosciuto la chimica dei pesticidi, degli insetticidi, degli erbicidi che negli ultimi quaranta anni si è diffusa specialmente nei paesi più ricchi del continente europeo ed americano. L’uso dei pesticidi si è affermato nella coltivazione della frutta, della verdura, dei cereali. E’ vero che le produzioni sono cresciute, il prodotto è diventato esteticamente più accettabile, ma a quale prezzo per la nostra salute?
La nostra agricoltura non aveva ancora conosciuto la chimica dei pesticidi, degli insetticidi, degli erbicidi che negli ultimi quaranta anni si è diffusa specialmente nei paesi più ricchi del continente europeo ed americano. L’uso dei pesticidi si è affermato nella coltivazione della frutta, della verdura, dei cereali. E’ vero che le produzioni sono cresciute, il prodotto è diventato esteticamente più accettabile, ma a quale prezzo per la nostra salute?
E' risaputo che i pesticidi e diserbanti possono provocare gravi danni al sistema nervoso ed all’apparato riproduttivo.
E’ osservazione comune da 10-15 anni l’incremento percentuale delle coppie sterili, che in passato non superavano il 5-10%, oggi toccano il 20-30%, assumendo le dimensioni di un problema sociale assolutamente prioritario. Questo fenomeno assai grave ed allarmante per il futuro del genere umano è presente soprattutto nei paesi sviluppati, Europa e America in testa, laddove l’agricoltura fa uso generoso dei pesticidi, che danneggiano l’apparato riproduttivo più nei maschi che nelle femmine.
In passato la sterilità di coppia veniva attribuita due volte su tre alla donna, oggi due volte su tre viene accertata una sterilità maschile per un blocco di maturazione degli spermatozoi, la spermiogenesi. Evidentemente la maturazione di un singolo follicolo con la liberazione dell’ovulo una volta al mese è meno sensibile all’effetto tossico dei pesticidi rispetto al processo di sviluppo e maturazione degli spermatozoi che vengono prodotti a decine di milioni e coinvolgono meccanismi fisiologici e biochimici più complessi e più vulnerabili. Oggi assistiamo allo spettacolo scoraggiante di migliaia di coppie sterili, che non possono avere figli e spesso ricorrono all’istituto della adozione con tempi di attesa di alcuni anni. Da una parte milioni di bambini costretti negli orfanotrofi e dall’altra centinaia di migliaia di coppie che vorrebbero adottare, separati da un muro invalicabile fatto di burocrazia e leggi assurde.
Il C.D.C.( control diseases Center) di Atlanta, che è un centro epidemiologico mondiale, ed il NIH ( Istituto nazionale della salute ) americani hanno aperto un osservatorio di monitoraggio internazionale sul rapporto causa-effetto dei pesticidi con la sterilità. Non v’è dubbio che la portata mondiale del problema deve richiamare l’attenzione anche dell’Italia con la mobilitazione del Ministero della Sanità e dell’Istituto Superiore di Sanità.
E’ urgente riconsiderare la politica agricola nei confronti dei pesticidi e diserbanti e trovare al più presto soluzioni radicali. E’ urgente sottoporre ad esame tossicologico ciò che mangiamo, dalle verdure ai legumi, dalla frutta al latte ai cereali alla carne E’ il solo modo per prendere consapevolezza del problema e per capire bene la sua dimensione e le conseguenze nei confronti dell’umanità intera.
1 commento:
Concordo pienamente.
Posta un commento