mercoledì 22 ottobre 2008

Quanto costa la salute?

Una passeggiata quotidiana, che non ci costa niente, vale assai più, per la nostra salute, delle medicine che dobbiamo pagare.
La rivista più importante, nel mondo, di Cardiologia, Circulation, ha pubblicato nel mese di Agosto 2008 un articolo di grande interesse pratico che merita di essere portato alla conoscenza di tutti, in particolare le persone anziane.
Il titolo dello studio è già molto eloquente: le attività fisiche del tempo libero lievi e moderate riducono significativamente l'incidenza della fibrillazione atriale negli adulti più anziani. La fibrillazione atriale è il disturbo più frequente del ritmo cardiaco ( fino al 20% della popolazione oltre i 65 anni) ed è causa di scompenso cardiaco, ictus cerebrali con gravi conseguenze motorie ( paresi, emiplegie ). Si capisce come la fibrillazione atriale è un problema di grande impatto sociale. Lo studio si è protratto per circa 20 anni, ha coinvolto oltre 5000 persone di età superiore ai 65 anni.
Due risultati meritano la nostra attenzione. Il primo risultato riguarda coloro che svolgevano attività fisica lieve o moderata con velocità da 3 a 6 chilometri orari per circa 1 ora, poco più o poco meno. Questi soggetti presentavano una incidenza della fibrillazione atrale che si riduceva del 30-40% rispetto alla popolazione non impegnata in attività fisica.
Il secondo risultato, che costituisce una vera e propria sorpresa, riguarda i soggetti che svolgevano, sì, attività fisica ma più impegnativa al di là dei parametri che definiscono l'attività lieve-moderata. Ebbene in questi soggetti si è rilevato un aumento dei casi di fibrillazione atriale rispetto ai soggetti non attivi.
Per dirla in termini tecnico-matematici possiamo affermare che la relazione tra l'intensità dell'attività fisica e l'incidenza della fibrillazione atriale rappresentata graficamente si presenta come una curva ad U, nel senso che i casi di fibrillazione atriale si riducono progressivamente passando dall'attività lieve all'attività moderata. Quando si supera questo limite, cioè, si passa dalla marcia alla corsa l'incidenza della fibrillazione atriale tende di nuovo ad aumentare di diversi punti.
Il discorso è limitato alla popolazione più vecchia e non riguarda i giovani.
Possiamo modificare un aforisma molto conosciuto nel seguente modo: l'anziano che va piano va sano e va lontano.

1 commento:

Andrea ha detto...

Finalmente posso portare delle prove ai miei colleghi patiti per la corsa.