Si dice che i numeri sono aridi e noiosi. Ed è vero. Quando, però, si parla di cuore i numeri acquistano un sapore particolare perché ci fanno conoscere, o meglio, ci danno la misura di una realtà sorprendente: quanto lavora il nostro cuore?
Se mettiamo i polpastrelli del dito indice e medio sul polso avvertiamo una pulsazione ritmica trasmessa dall’arteria radiale, che a sua volta riceve l’impulso primario dal battito cardiaco e ci informa che il sangue sta scorrendo dal centro ( il cuore) verso la periferia dove porta ossigeno e principi nutritivi.
L’impulso che sentiamo sotto le dita è il risultato della dilatazione che subisce il tubicino elastico, che chiamiamo arteria, sotto la spinta a pressione del sangue lanciato in circolazione dalla contrazione cardiaca. La parete dell’arteria, dilatandosi, accumula energia di ritorno a causa della sua elasticità. Finita la spinta dell’impulso cardiaco la parete dilatata si contrae energicamente grazie alla sua elasticità ed esercita una nuova pressione sul sangue spingendolo un’altra volta verso la periferia. Il risultato finale è lo scorrimento del sangue a flusso continuo e non ad impulsi ritmici, come ci si potrebbe aspettare. L’arteria principale è l’aorta che nasce dal cuore, descrive un arco verso sinistra per poi scendere lungo il torace e l’addome fino al bacino. Qui si divide in due grandi rami arteriosi detti arterie iliache che portano il sangue agli arti inferiori.
Ogni battito cardiaco manda in circolazione circa 70 centimetri cubici di sangue in condizioni di riposo. Se poi ci muoviamo, camminiamo, lavoriamo, facciamo sport la quantità di sangue inviata in circolo per ogni singolo battito si raddoppia, si triplica, si quadruplica. Parliamo di un cuore sano e non di un cuore malato.
Anche il polso o battito cardiaco presenta dei valori di base con notevole variabilità da soggetto a soggetto. In condizioni di riposo la frequenza cardiaca o polso ( sovrapponibili in condizioni di normalità) può variare da 60-70 battiti al minuto fino a 80-90 battiti al minuto. Sotto sforzo la frequenza sale a 120-140 a seconda della reattività personale, delle condizioni di stress, e del grado di allenamento fino ad arrivare a160-180 battiti nelle prestazioni con massimo sforzo come ciclismo, maratona, calcio.
Se noi assumiamo un valore base di 70 battiti al minuto in condizioni di riposo e non teniamo conto delle accelerazioni che pure ci sono nel corso della giornata nelle più disparate condizioni di lavoro e di vita relazionale possiamo calcolare un valore di 4200 in un’ora, di 100800 battiti in una intera giornata. Se arrotondiamo per difetto a 100.000 battiti in 24 ore è facile calcolare 3.000.000 di battiti al mese, 36.000.000 di battiti in un anno, 360.000.000 milioni di battiti in dieci anni. Un centenario avrà realizzato nella sua lunga vita 3.600.000.000 di battiti cardiaci. Sono tutti valori veri
per difetto. Li abbiamo sottostimati di proposito per renderli più credibili e più aderenti alla realtà.
Se prendiamo in considerazione le varie età della vita distinguendole con un “range” di 10 anni possiamo affermare che un ragazzo di 20 anni ha già registrato 720 milioni di battiti cardiaci, un uomo o una donna di 30 anni ha registrato 1 miliardo e 80 milioni di battiti, mentre un quarantenne raggiunge quota 1 miliardo e 440 milioni. Per età più mature avremo 1 miliardo 800 milioni di battiti per un cinquantenne. Lasciando la gioventù alle spalle, all’età di 60 anni il cuore avrà battuto 2 miliardi e 160 milioni di volte, a 70 anni i battiti saranno stati 2 miliardi e 520 milioni, a 80 anni 2 miliardi e 880 milioni, a 90 anni 3 miliardi e 240 milioni, per coronare a 100 anni un record, che oggi viene spesso superato dagli ultracentenari, di 3 miliardi e 600 milioni di battiti
Possiamo affermare che il vero orologio biologico che scandisce il nostro tempo e la nostra vita non è tanto l’orologio temporale quanto il battito cardiaco che personalizza ed identifica il ciclo vitale di ogni essere vivente dall’embrione quando il cuore comincia a pulsare ( settima-ottava settimana nel genere umano) fino all’ultimo istante di vita.
Ma che cosa è il battito cardiaco? Per essere semplici e chiari diremo che il battito cardiaco è la contrazione del muscolo cardiaco che fa aumentare la pressione nella camere ventricolari, destra e sinistra, piene di sangue,fa aprire le valvole che chiudono le camere e spinge il sangue, a destra, nelle arterie polmonari per assumere ossigeno nei polmoni, a sinistra, nell’aorta per distribuire il sangue ossigenato a tutti gli organi, tessuti, apparati che fanno parte del corpo umano.
La contrazione cardiaca è generata da uno stimolo elettrico che percorre tutto il cuore, ad andamento ciclico, che si ripete autoriproducendosi, a intervalli ritmici, incessante fino alla fine del ciclo vitale. L’elettrocardiogramma è la registrazione fedele della attività elettrica del cuore che si svolge con microvoltaggi ( millesimi di 1 Volt) e ci dice se l’attività elettrica è ordinata o disordinata, ritmica o aritmica.
Non conosciamo fino in fondo il lavoro del cuore se non consideriamo un altro parametro: la gittata cardiaca che misura la quantità di sangue espulsa dal cuore ad ogni battito. Abbiamo già detto che il valore medio della gittata cardiaca in condizione di riposo è di circa 70 centimetri cubici, che sotto sforzo possono raddoppiare, triplicare, quadruplicare a seconda della entità dello sforzo. Prendendo come riferimento il lavoro di base è facile calcolare che il cuore muove 5 litri di sangue al minuto, 300 litri in 1 ora, 7200 litri in 1 giorno, 216000 litri in 1 mese, 2 milioni 592 mila litri in 1 anno, 25 milioni 920 mila in 10 anni. Ogni 10 anni in più di età aggiungeremo 25 milioni 920 mila per conoscere la quantità di sangue messa in circolazione dal cuore a 20, 30, 40, 50, anni di età e cosi via fino ad arrivare alla veneranda età di 100 anni quando un cuore ancora non stanco avrà messo in circolazione 259 milioni 200 mila litri di sangue. In realtà i valori quantitativi del lavoro cardiaco devono essere tutti perlomeno raddoppiati perché accanto alla funzione di pompa del ventricolo sinistro c’è in eguale misura la funzione di pompa del ventricolo destro, per cui il cuore di un centenario totalizza ben 518 milioni 400 mila litri di sangue messi in circolazione.
Se il cuore ha una funzione puramente meccanica di pompa ha ancora un senso considerarlo la sede degli affetti, dei sentimenti, delle emozioni, delle paure? Non c’è poeta che non abbia esaltato il cuore come fonte del nostro sentire. E quante canzoni uniscono nella rima cuore ed amore? Nonostante un discorso così concreto e prosaico che abbiamo sviluppato sulle funzioni fisiologiche fondamentali del cuore, dobbiamo riconoscere che il cuore è pur sempre l’organo che noi avvertiamo maggiormente coinvolto nei nostri sentimenti di amore , di rabbia, di paura, di orrore, di commozione, di entusiasmo. E’ il corrispondente più diretto dei sentimenti che si manifestano con la palpitazione, il tuffo al cuore, il cuore in gola, la “stretta al cuore”.
Qualcuno si chiederà: quando si riposa il cuore? Il breve intervallo tra un battito e l’altro, meno di un secondo, è sufficiente per ricaricare la parte elettrica che genera lo stimolo e la parte elettrochimica che ricarica il muscolo cardiaco per una nuova contrazione.
Siamo di fronte ad una macchina prodigiosa, geniale per semplicità strutturale ed efficacia di funzione. Ciò che desta maggiore meraviglia è la capacità del cuore di lavorare incessantemente giorno e notte, per settimane, per mesi, per anni, per decenni. Non si addicono al cuore l’orario di lavoro, la settimana lunga o corta, i diritti sindacali, lo sciopero, la rivendicazione salariale.
E’ un lavoratore che non conosce diritti, ma solo un dovere: lavorare. Sempre!
Fino alla fine dei nostri giorni.
Se mettiamo i polpastrelli del dito indice e medio sul polso avvertiamo una pulsazione ritmica trasmessa dall’arteria radiale, che a sua volta riceve l’impulso primario dal battito cardiaco e ci informa che il sangue sta scorrendo dal centro ( il cuore) verso la periferia dove porta ossigeno e principi nutritivi.

L’impulso che sentiamo sotto le dita è il risultato della dilatazione che subisce il tubicino elastico, che chiamiamo arteria, sotto la spinta a pressione del sangue lanciato in circolazione dalla contrazione cardiaca. La parete dell’arteria, dilatandosi, accumula energia di ritorno a causa della sua elasticità. Finita la spinta dell’impulso cardiaco la parete dilatata si contrae energicamente grazie alla sua elasticità ed esercita una nuova pressione sul sangue spingendolo un’altra volta verso la periferia. Il risultato finale è lo scorrimento del sangue a flusso continuo e non ad impulsi ritmici, come ci si potrebbe aspettare. L’arteria principale è l’aorta che nasce dal cuore, descrive un arco verso sinistra per poi scendere lungo il torace e l’addome fino al bacino. Qui si divide in due grandi rami arteriosi detti arterie iliache che portano il sangue agli arti inferiori.
Ogni battito cardiaco manda in circolazione circa 70 centimetri cubici di sangue in condizioni di riposo. Se poi ci muoviamo, camminiamo, lavoriamo, facciamo sport la quantità di sangue inviata in circolo per ogni singolo battito si raddoppia, si triplica, si quadruplica. Parliamo di un cuore sano e non di un cuore malato.
Anche il polso o battito cardiaco presenta dei valori di base con notevole variabilità da soggetto a soggetto. In condizioni di riposo la frequenza cardiaca o polso ( sovrapponibili in condizioni di normalità) può variare da 60-70 battiti al minuto fino a 80-90 battiti al minuto. Sotto sforzo la frequenza sale a 120-140 a seconda della reattività personale, delle condizioni di stress, e del grado di allenamento fino ad arrivare a160-180 battiti nelle prestazioni con massimo sforzo come ciclismo, maratona, calcio.
Se noi assumiamo un valore base di 70 battiti al minuto in condizioni di riposo e non teniamo conto delle accelerazioni che pure ci sono nel corso della giornata nelle più disparate condizioni di lavoro e di vita relazionale possiamo calcolare un valore di 4200 in un’ora, di 100800 battiti in una intera giornata. Se arrotondiamo per difetto a 100.000 battiti in 24 ore è facile calcolare 3.000.000 di battiti al mese, 36.000.000 di battiti in un anno, 360.000.000 milioni di battiti in dieci anni. Un centenario avrà realizzato nella sua lunga vita 3.600.000.000 di battiti cardiaci. Sono tutti valori veri
per difetto. Li abbiamo sottostimati di proposito per renderli più credibili e più aderenti alla realtà.
Se prendiamo in considerazione le varie età della vita distinguendole con un “range” di 10 anni possiamo affermare che un ragazzo di 20 anni ha già registrato 720 milioni di battiti cardiaci, un uomo o una donna di 30 anni ha registrato 1 miliardo e 80 milioni di battiti, mentre un quarantenne raggiunge quota 1 miliardo e 440 milioni. Per età più mature avremo 1 miliardo 800 milioni di battiti per un cinquantenne. Lasciando la gioventù alle spalle, all’età di 60 anni il cuore avrà battuto 2 miliardi e 160 milioni di volte, a 70 anni i battiti saranno stati 2 miliardi e 520 milioni, a 80 anni 2 miliardi e 880 milioni, a 90 anni 3 miliardi e 240 milioni, per coronare a 100 anni un record, che oggi viene spesso superato dagli ultracentenari, di 3 miliardi e 600 milioni di battiti
Possiamo affermare che il vero orologio biologico che scandisce il nostro tempo e la nostra vita non è tanto l’orologio temporale quanto il battito cardiaco che personalizza ed identifica il ciclo vitale di ogni essere vivente dall’embrione quando il cuore comincia a pulsare ( settima-ottava settimana nel genere umano) fino all’ultimo istante di vita.
Ma che cosa è il battito cardiaco? Per essere semplici e chiari diremo che il battito cardiaco è la contrazione del muscolo cardiaco che fa aumentare la pressione nella camere ventricolari, destra e sinistra, piene di sangue,fa aprire le valvole che chiudono le camere e spinge il sangue, a destra, nelle arterie polmonari per assumere ossigeno nei polmoni, a sinistra, nell’aorta per distribuire il sangue ossigenato a tutti gli organi, tessuti, apparati che fanno parte del corpo umano.
La contrazione cardiaca è generata da uno stimolo elettrico che percorre tutto il cuore, ad andamento ciclico, che si ripete autoriproducendosi, a intervalli ritmici, incessante fino alla fine del ciclo vitale. L’elettrocardiogramma è la registrazione fedele della attività elettrica del cuore che si svolge con microvoltaggi ( millesimi di 1 Volt) e ci dice se l’attività elettrica è ordinata o disordinata, ritmica o aritmica.
Non conosciamo fino in fondo il lavoro del cuore se non consideriamo un altro parametro: la gittata cardiaca che misura la quantità di sangue espulsa dal cuore ad ogni battito. Abbiamo già detto che il valore medio della gittata cardiaca in condizione di riposo è di circa 70 centimetri cubici, che sotto sforzo possono raddoppiare, triplicare, quadruplicare a seconda della entità dello sforzo. Prendendo come riferimento il lavoro di base è facile calcolare che il cuore muove 5 litri di sangue al minuto, 300 litri in 1 ora, 7200 litri in 1 giorno, 216000 litri in 1 mese, 2 milioni 592 mila litri in 1 anno, 25 milioni 920 mila in 10 anni. Ogni 10 anni in più di età aggiungeremo 25 milioni 920 mila per conoscere la quantità di sangue messa in circolazione dal cuore a 20, 30, 40, 50, anni di età e cosi via fino ad arrivare alla veneranda età di 100 anni quando un cuore ancora non stanco avrà messo in circolazione 259 milioni 200 mila litri di sangue. In realtà i valori quantitativi del lavoro cardiaco devono essere tutti perlomeno raddoppiati perché accanto alla funzione di pompa del ventricolo sinistro c’è in eguale misura la funzione di pompa del ventricolo destro, per cui il cuore di un centenario totalizza ben 518 milioni 400 mila litri di sangue messi in circolazione.
Se il cuore ha una funzione puramente meccanica di pompa ha ancora un senso considerarlo la sede degli affetti, dei sentimenti, delle emozioni, delle paure? Non c’è poeta che non abbia esaltato il cuore come fonte del nostro sentire. E quante canzoni uniscono nella rima cuore ed amore? Nonostante un discorso così concreto e prosaico che abbiamo sviluppato sulle funzioni fisiologiche fondamentali del cuore, dobbiamo riconoscere che il cuore è pur sempre l’organo che noi avvertiamo maggiormente coinvolto nei nostri sentimenti di amore , di rabbia, di paura, di orrore, di commozione, di entusiasmo. E’ il corrispondente più diretto dei sentimenti che si manifestano con la palpitazione, il tuffo al cuore, il cuore in gola, la “stretta al cuore”.
Qualcuno si chiederà: quando si riposa il cuore? Il breve intervallo tra un battito e l’altro, meno di un secondo, è sufficiente per ricaricare la parte elettrica che genera lo stimolo e la parte elettrochimica che ricarica il muscolo cardiaco per una nuova contrazione.
Siamo di fronte ad una macchina prodigiosa, geniale per semplicità strutturale ed efficacia di funzione. Ciò che desta maggiore meraviglia è la capacità del cuore di lavorare incessantemente giorno e notte, per settimane, per mesi, per anni, per decenni. Non si addicono al cuore l’orario di lavoro, la settimana lunga o corta, i diritti sindacali, lo sciopero, la rivendicazione salariale.
E’ un lavoratore che non conosce diritti, ma solo un dovere: lavorare. Sempre!
Fino alla fine dei nostri giorni.
2 commenti:
Molto interessante, dopo quello che è successo devo approfondire.
Comunque a parte gli scherzi auguri di buon natale.
Meraviglioso entusiasmante.
Opera d ‘ ingegneria soprannaturale.
Se l’avessi saputo in età giovanile ,!avrei indirizzato i miei studi al conseguimento di specializzazione in cardiochirurgia .
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