martedì 9 dicembre 2008

Lettera di Natale 2008




Caro Pietro,
Sono stato il tramite quasi inconsapevole di un incontro tra persone che non si conoscevano, pur essendo parenti molto stretti, nati e vissuti in terre lontane separate dall’Oceano. Qualche anno fa ho ricevuto una lettera dagli Stati Uniti che mi chiedeva un aiuto per ritrovare la famiglia di origine di Bonanni Biagio emigrato da solo in America, ancora ragazzo, circa un secolo fa.
Con il contributo decisivo di mia cugina Iolanda Bonanni riuscimmo ad individuare un componente importante della famiglia di origine, Rosina Bonanni consuocera di Iolanda.
Una storia bella , commovente, ricca di sentimenti profondi, che parte da Fiuggi e ritorna a Fiuggi e ci fa capire che siamo tutti cittadini di quel Villaggio Globale che è diventato il nostro Pianeta.
I familiari di Rosina, Teresa e Luciano Giorgilli, mi avevano pregato di scrivere un pezzo per il nostro giornale, ma credo sia più giusto ed efficace il racconto fatto in prima persona da uno dei protagonisti della storia: Marylin Haffey nipote americana di Bonanni Biagio emigrato in America nel periodo che va dal 1910 al 1912.

Bonanni Biagio Enrico nacque a Fiuggi il 13-12.1896 da Andrea Bonanni e da Fiore Elisabetta ed ebbe 8 tra fratelli e sorelle. Giovanissimo lasciò l’Italia per recarsi negli Stati Uniti alla ricerca di una vita migliore. Arrivò così ad Ellis Island, New York. Aveva circa 16 anni. Qualche anno dopo si sposò ed ebbe un figlio, Joseph. La moglie morì poco dopo e Biagio si trasferì a Minersville, Penssylvania intorno al 1921.
Minersville è una piccola città di estrazione mineraria del carbone. Aveva circa 5000 abitanti ai tempi di Biagio. Ora ne conta 4000. Minersville è molto simile a Fiuggi. Mentre cammini hai la consapevolezza che stai salendo su delle colline. Ci sono colline ondulate e piccole montagne ed è situata sulla catena dei monti Appalacchi. Ci sono moltissimi alberi e mio nipotino Christian esclamava spesso:” guarda le montagne alberate!”
In autunno le foglie cambiano colore ed è bellissimo. In inverno quando gli alberi sono spogli si può notare gran parte della zona dove c’è il carbone nero. E’ tutta un’area mineraria. Le case sono fatte di legno. Hanno ciottoli all’esterno ed anche i tetti sono fatti di ciottoli incatramati. Le case sono costruite a schiera o sono bifamiliari.. Minersville fu fondata alla fine del 19esimo secolo. In quel periodo molti immigranti arrivavano negli Stati Uniti. Questo posto era un vero punto di fusione di razze diverse includendo emigranti provenienti dalla Lituania, Irlanda, Polonia, Italia, Russia, Germania, Galles ed altri paesi europei. Per rappresentare ciascun gruppo etnico venivano costruite scuole e chiese diverse. Furono costruite anche taverne locali.
La vita a quei tempi era come quella che si svolgeva a Fiuggi.
Minersville era infatti una piccola città. Era un posto sicuro per camminare e giocare. Le persone uscivano a fare spese e visitavano i vicini. La vita era magnifica e la gente era piena di speranze e di promesse. C’erano negozietti ad ogni angolo dove poter comprare latte, carne, uova, pane, verdura, frutta. Gli europei avevano portato con loro le loro usanze. La città era prospera e piena di energie.

Gli immigrati europei però non parlavano la loro lingua nativa. Tutti quelli che venivano negli Stati Uniti volevano parlare inglese in quanto essi volevano disperatamente adattarsi al nuovo mondo. Anche mio nonno non parlava italiano con mia madre che era sua figlia. Lei ricorda di averlo sentito parlare italiano solo col fratello Antonio arrivato in America dopo di lui. La seconda moglie di Biagio, cioè mia nonna, era polacca. Lei non capiva l’italiano e lui non capiva il polacco, quindi parlavano in inglese tra di loro. Immaginate quanti diversi accenti etnici circolavano a Minersville.
Biagio faceva un duro lavoro nella compagnia mineraria.
Più tardi, però, diventò comproprietario della compagnia carbonifera. La Pensylvania è uno stato molto ricco di carbone antracite, molto utile per la produzione di calore. La maggioranza degli immigrati lavorava nell’industria mineraria, un lavoro massacrante. Molti bambini morivano prematuramente per avere inalato la povere del carbone. Essi morivano di una malattia chiamata asma del minatore o polmone nero ( (pneumoconiosi).
Visitare le città dei dintorni di Minersville era come visitare la Ciociaria. Si guida per un po’ di chilometri e si trova un paese di 300 oppure 100 abitanti. La città più grande si chiama Pottsville ed ha una popolazione di 20.000 abitanti. E’ il centro più importante della zona, come Frosinone. C’è un ospedale e più industrie come pure negozi più grandi per gli acquisti. Veniva utilizzato anche un treno per il trasporto del carbone e per la gente. Infatti la stazione ferroviaria non era lontana. Al giorno d’oggi si preferisce usare l’aeroplano o l’automobile per spostarsi.
Biagio sposò mia nonna Stella Lipka, di origini polacche, il 19 Ottobre 1928. Lui aveva 31 anni (Stella era nata nel New Jersey, mentre i suoi genitori erano nati in Polonia). Si sposarono in una chiesa italiana denominata Santa Barbara a Minersville.
Ebbero 5 figli, di cui 3 morirono alla nascita. Poi ebbero anche due gemelle chiamate Genevieve e Joan nate il 18 Settembre 1933. Genevieve sposò Stiney di origine polacca-austriaca ed ebbero due figli Stanley, e Marylin, la narratrice della vicenda.
Biagio divenne cittadino naturalizzato degli Stati Uniti solo l’undici Dicembre 1940.
L’immagine che trattengo di più nella mia memoria è quella di me piccola che gioco e scherzo fuori con Biagio. Io correvo e saltavo mentre lui stava lì a guardarmi giocare. Ricordo inoltre che lui amava piantare le verdure. Da bambina l’orto mi sembrava così grande. Ricordo anche che camminavo tra le piante e lo guardavo coltivare il giardino. La sua passione più grande era la pesca. Noi andavamo spesso a pescare e a fare il campeggio. Mia madre mi racconta che io gettavo pietre nell’acqua e lei mi rimproverava perché in quel modo spaventavo tutti i pesci del fiume. Biagio allora la zittiva perché io non facevo niente di male. Ero la sua Mariuccia. Amava inoltre andare a caccia di cervi e di lepri. Ricordo che da bambina ho mangiato carne di cervo. Trattengo ancora vividi ricordi di lui che spellava le lepri e poi mangiava la carne stufata nella salsa di pomodoro con gli spaghetti. Lui ha insegnato a mia madre a fare la pasta ed il sugo, come fare la pasta aglio ed olio. Le ha insegnato perfino a fare gli gnocchi! Era un grande cuoco. Ha portato la cultura e le tradizioni ciociare in America.
Biagio non comunicava molto con le parole. Infatti io non rammento di aver avuto molte conversazioni con lui. Era un uomo tranquillo. Ciò che ricordo invece è il linguaggio dell’agire quotidiano che è il più importante di tutti. E, cioè, l’amore che provavo quando mi trovavo con lui. L’amore che provo ancora oggi. Ricordo di aver pianto molto quando lui è morto Avevo appena 9 anni ma per me fu la più profonda perdita della mia vita.
Da quando è morto ho sempre sentito un vuoto profondo. Da sempre volevo andare in Italia a scoprire da dove venisse Biagio, dove era nato, il mio patrimonio culturale italiano. Quando la zia Joan mi disse di richiamare quel numero di telefono in Italia io ero così eccitata. Alla fine il mio sogno di una vita diveniva realtà. Immaginate la meraviglia e l’eccitazione che provammo quando Rosa rispose al telefono. Alla fine scoprivamo la nostra famiglia italiana. Mia madre, la zia Joan, lo zio Joseph non avevano mai saputo che Biagio aveva lasciato dietro di sé una famiglia così grande. Lui non glie lo aveva mai detto. Immaginate la nostra sorpresa e la nostra meraviglia. I fratelli e le sorelle di Biagio sono scomparsi ora, ma ci sono i loro figli. I loro figli hanno a loro volta dei figli. Biagio ed Antonio estesero la loro famiglia in America, quella famiglia che finalmente ha incontrato quella di origine. E’ difficile spiegare a parole l’emozione provata nei nostri cuori.
Le due famiglie divise dall’Oceano Atlantico sono state riunite!
Biagio ed Antonio lasciarono l’Italia in cerca di una vita migliore. Io sono loro molto grata per i sacrifici fatti e per il loro amore. Sono grata che il cerchio è completo.
Sebbene noi siamo separati da un oceano e da 5000 miglia, questo è nulla paragonato al legame che io sento nei confronti della mia famiglia italiana e dell’Italia. Io posso soltanto immaginare quanto sia stata dura la vita per Biagio. Era così giovane, sedici anni, eppure precedette Antonio. Viaggiò da solo in una terra straniera e si lasciò dietro la famiglia e gli amici. Non tornò mai indietro per rivedere la sua famiglia e, al contrario, iniziò una nuova vita. Si sposò e generò dei figli. Guardate cosa divenne e cosa realizzò dal nulla. Che coraggio!
Il più grande dono che ci ha fatto (a mia madre, a mia zia Joan, a mio zio Giuseppe) è stata la vita che ci ha dato in America. Lui ha creato un’intera nuova generazione in una terra nuova. Si è sacrificato immensamente. Io sono giunta ad apprezzare il fatto che non importa se sei nato in America o in Italia, se parli inglese o italiano; ciò che conta è che tutti noi comunichiamo attraverso l’amore, la gentilezza e l’apprezzamento.
Il più grande lascito che Biagio ha dato alla sua famiglia rimasta a Fiuggi è l’amore.
Egli andò in America per guadagnare denaro da mandare a Fiuggi. Diede ad entrambe le famiglie separate dall’oceano una opportunità.
Per questo noi gli siamo tutti grati.
Biagio morì il 26 Aprile 1961.Una notte andò a dormire e non si risvegliò il mattino dopo. Aveva 64 anni . Antonio morì nel 1963. I loro figli ed i loro nipoti vivono ancora.
Molti dettagli della vita di Bonanni Biagio Enrico non sono conosciuti. Io ricordo solo ciò che per tutti noi è importante quando si hanno solo nove anni, cioè, l’amore di un nonno per la sua nipotina.
Il riconoscimento dei sacrifici fatti da lui per la sua famiglia di Fiuggi e la gratitudine per le opportunità di vita che sono state date a noi in America.

Marylin Haffey
P.S. Caro Pietro, non ti nascondo che questa storia mi ha commosso profondamente. Le parole di Marylin sono semplici, sincere, piene di amore autentico per nonno Biagio, per Fiuggi, per l’Italia.
Un ringraziamento ed un abbraccio affettuoso a Marylin per quello che ci ha detto.
Non ti pare che possiamo considerarLa una Fiuggina di elezione?

Gino Bonanni

2 commenti:

jan warischalk ha detto...

Marilyn, Good work. Love to read it in English. Jan

Gino ha detto...

The english version has been published today with the tile "A migrant Story: Biagio Bonanni"