giovedì 19 novembre 2009

Lettera aperta al dottore Luca Attenni direttore del Museo civico di Alatri

Egregio dottore Attenni
Credo che Lei sia proprio la persona giusta cui rivolgersi per discutere una iniziativa che potrebbe rappresentare la consacrazione definitiva a livello internazionale del valore archeologico, storico, culturale, artistico delle Mura Ciclopiche di Alatri che sono da annoverare tra i reperti architettonici più antichi ( oltre 4000 anni) e meglio conservati della Archeologia italiana, europea e, forse, mondiale.
Ho letto con piacere sul giornale “Fiuggi”, di cui sono un modesto collaboratore, un interessante articolo a firma di Simona Sanchirico intitolato “Seminario internazionale sulle Mura diAlatri”.
Si tratta del quarto seminario tenuto in Alatri con la partecipazione di archeologi, architetti, ricercatori e giornalisti divulgatori sotto il patrocinio del Comune di Alatri, della Sovrintendenza Archeologica del Lazio e della Toscana, della Provincia, della Regione. Un filone di studio e di approfondimento che continuerà il prossimo anno con il quinto Seminario. Lodevoli iniziative ed eventi che meritano un plauso de parte di tutti gli abitanti della nostra provincia che vorrebbero vedere l’Acropoli come monumento unico, originale offerto all’attenzione ammirata del mondo intero.
E’ vero che esempi di mura poligonali sono presenti in altre città anche del Lazio, dell’Umbria, della Toscana (Amelia, Lucignano), pure esse ammirevoli. Si tratta sempre di residui molto limitati e modesti. Nessuno di questi reperti ha la completezza architettonica, la maestosità, la grandiosità geometrica dell’Acropoli di Alatri che fece esclamare circa due secoli fa allo storico tedesco Gregorovius: “ ho provato una emozione pari a quella suscitata dal Colosseo!”
Conosco l’Acropoli dagli anni quaranta quando frequentavo il Conti Gentili e si giocava a pallone sui prati antistanti la cattedrale. Le pietre enormi, sovrapposte l’una sull’altra con sapiente maestria, ma enorme fatica, sbrigliavano la fantasia e ci facevano pensare a giganti che manovravano come fuscelli macigni del peso di tonnellate e tonnellate. Grande era ed è rimasta nel tempo la mia ammirazione per un’opera che ha sfidato e sfiderà ancora i millenni. Quale manufatto al mondo che vanti la stessa vetustà (oltre 4000 anni), può vantare lo stesso stato di conservazione e la capacità di suscitare un pari impatto emotivo nel visitatore?
Nel 2006 ebbi occasione di scrivere sul “Fiuggi un articolo sulle Mura Ciclopiche di Alatri e lanciai l’idea di proporre il riconoscimento dell’Acropoli come patrimonio comune dell’Umanità da parte dell’Unesco. . Del resto ci sono monumenti e manufatti urbani in Italia e nel mondo che hanno ottenuto l’ambìto riconoscimento per meriti e titoli di gran lunga inferiori a quelli delle Mura megalitiche di Alatri. Scrissi in proposito anche una lettera al sindaco dottor Magliocca, forse, mai pervenuta al destinatario.
Non sapevo del lavoro prezioso che Lei stava svolgendo in un ambito, però , piuttosto ristretto di addetti ai lavori. per la valorizzazione di un monumento unico nel suo genere
Lei sarà come me convinto che l’Acropoli merita un palcoscenico molto, molto più ampio, aperto ai flussi di visitatori dall’Europa, dall’America, dall’Asia, dall’Africa.
Quale biglietto da visita può essere più efficace di un riconoscimento da parte dell’Onu che avrebbe i suoi effetti benefici a cascata su tutta la nostra provincia?
L’iter burocratico è semplice, le prerogative ci sono tutte, i soldi (140-150 mila euro) non sono un problema insuperabile conoscendo, anche, la generosità dei Ciociari, il risultato non potrà mancare.
Orsù dottor Attenni si metta all’opera,
Lei è la persona giusta, al posto giusto, al momento giusto. Non sarà solo e guadagnerà un titolo di merito e di riconoscenza di fronte ai cittadini di Alatri e di tutta la provincia.
Sono sicuro che la civica amministrazione con il sindaco in testa saranno al suo fianco per il perseguimento di un obiettivo storico.
Mi consideri a Sua totale disposizione mentre La saluto con viva cordialità
Luigi Bonanni

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