sabato 22 giugno 2013

Il David Ciociaro

La storia ha avuto un inizio del tutto casuale. Un breve incontro dal barbiere, Pietro al monumento, con Giovanni Principia detto la “Minozza”, gagliardo novantenne, che conosco da tanti anni e con il quale ho condiviso due stagioni di lavoro insieme all’Albergo Igea nei primissimi anni del dopoguerra. Dal discorso veniva fuori che Giovanni aveva partecipato alla guerra di liberazione dal nazi-fascismo nel periodo 43- 45. Anzi Giovanni mi apostrofò con franchezza:” Lu sai ca eio so’ fatto la guera de liberazione i cu meco ci stenno na quarantina de fiuggini?Eio so’ remasto puro ferito! (lo sai che io ho fatto la guerra di liberazione e con me c’erano una quarantina di Fiuggini? Io sono rimasto anche ferito). ” Ti gli recurdi i nomi? ( te li ricordi i nomi?)” Rispose.” I tengo tutti a ecchi. ( Li tengo tutti qui).” E con un dito indicò la sua testa.


Dopo qualche giorno si presentò a me con un foglio strappato da un quaderno sul quale con grafia incerta m con memoria sicura aveva scritto i quaranta nomi e cognomi dei ragazzi di Fiuggi che con lui avevano fatto la guerra di liberazione (43-45). Mi sentii preso da una forte emozione. Quell’uomo semplice ed umile aveva piena consapevolezza del valore morale e civile della vicenda bellica che aveva visto protagonisti 40 ragazzi di Fiuggi e della quale aveva conservato una limpida memoria storica. Lo Stato non gli aveva riconosciuto neppure la ferita di guerra. Era stato dimesso dall’ospedale di Bari con diagnosi di pregressa malaria! Lui non ha mai protestato per un mancato, sacrosanto riconoscimento! A lui bastava il monumento che custodiva gelosamente nella memoria. Istintivamente sentii il bisogno di fare un piccolo gesto di riparazione.

Era giusto che Fiuggi dedicasse un ricordo tangibile a quei giovani figli che avevano combattuto per la libertà di noi tutti. Quei ragazzi ,poco più che ventenni, cresciuti all’ombra della dittatura fascista, educati all’etica fascista, ignari della parola libertà e del suo significato, avevano conosciuto la libertà in modo improvviso e traumatico per vicende di guerra in cui si trovarono coinvolti.

E’ nata così l’idea di un monumento a futura memoria che abbiamo chiamato Memoriale della Libertà per dargli un significato più ampio a ricordo di coloro che combatterono nel corso della storia umana per un ideale supremo, la Libertà dei popoli e della persona umana. L’idea è diventata realtà grazie al coinvolgimento di un caro amico, Luigi Severa, che è un valente artista della pietra. Luigi può ben dire “nemo propheta in patria” perché il suo valore ha trovato più ampi riconoscimenti fuori che non a Fiuggi.

Appena gli accennai l’idea Luigi l’accolse con entusiasmo cogliendone al volo la giusta rilevanza. Insieme andammo dal Sindaco di Fiuggi, Fabrizio Martini, che dimostrò grande sensibilità e disponibilità ad accogliere il monumento nei giardini di San Biagio. Anche l’assessore alla cultura, Alessandro Terrinoni, ed il presidente del Consiglio comunale, Bruno Ludovici ci appoggiarono ed aderirono all’iniziativa senza riserva alcuna.

Luigi si gettò a capofitto nell’impresa. Preparò 3-4 bozzetti. Li esaminammo e si discuteva nell’incertezza e nella confusione di idee. Io e Luigi non trovavamo il punto di incontro. Alla fine chiesi a mia moglie, Pina, di fare l’arbitro, fidando nel suo senso estetico, e scegliere il progetto che più la convinceva. Non. ebbe incertezze. La scelta convinse immediatamente me e Luigi. Non perse tempo Luigi e partì subito per Carrara per essere presente alle Cave del marmo quando veniva staccato il blocco che lui personalmente doveva scegliere. Mi spiegò successivamente il perché. La scelta del blocco di marmo è decisiva per la buona riuscita del lavoro e la durata nel tempo. A seconda della faglia ogni blocco ha un suo “verso” che pochi sanno riconoscere e Luigi è tra questi, erede della sapienza rinascimentale e michelangiolesca. Il lavoro di scultura della statua lo ha impegnato per quattro mesi circa, dal Giugno al Settembre 2012. In gran parte ha lavorato a Carrara, prima sul posto, presso la cava, dove, dopo la scelta del blocco di marmo (circa 13 quintali) con il giusto verso, procedeva alla sbozzatura per ridurre il blocco alle dimensioni geometriche adeguate alla statua da realizzare e per scoprire eventuali falle, o macchie. Il blocco diventato una sagoma geometrica veniva trasportato in un laboratorio di Carrara, dove Luigi è di casa, e per due periodi, di tre settimane ognuno circa, lavorava a realizzare, forse meglio, a creare la statua della libertà. Trasportata a Fiuggi l’opera, Luigi continuava il lavoro appassionato per completare la finitura e tutti i dettagli figurativi ed anatomici. Quando Luigi mi ha chiamato a vedere il risultato del suo lavoro sono rimasto a lungo ad osservare, in silenzio, cambiando il punto di osservazione per 360 gradi. Non vi dirò quale è stata la mia reazione emotiva. Sarei felice se ogni fiuggino dedicasse dieci minuti al monumento per misurarsi con i propri sentimenti, valori ed ideali.

Per amore di verità vi devo raccontare l’incontro con la statua di Giovanni Principia, il primo protagonista di questa storia,. L’ho trovato a chiacchierare al monumento e l’ho portato con me al laboratorio di Luigi a valle Mara. Erano i primi di Settembre. Giovanni, messo di fronte alla statua ed ai suoi ricordi di guerra, ha osservato, in silenzio lungamente, muovendosi a piccoli passi intorno, e poi, d’un tratto ha alzato il bastone ed ha esclamato:” E’ nu capolavoro!” L’ho scrutato in viso. Una lacrima scendeva dall’occhio destro. Non è il libro Cuore, è la verità dei fatti. Successivamente la statua è stata vista da poche altre persone, tra queste mio fratello Virginio, l’assessore Alessandro Terrinoni, il presidente del Consiglio comunale Bruno Ludovici. Tutti hanno convenuto che l’opera meritava una sede, innanzi tutto più sicura, ed anche più idonea. La sede è stata trovata su suggerimento del Sindaco, che ringraziamo di cuore, proprio nel Palazzo Comunale sul largo ripiano alla sommità dello scalone monumentale con una accessibilità duplice, la scalea e l’ascensore a tre passi dal punto dove si erigerà il monumento.

Attualmente è in corso di lavorazione il basamento di sostegno dell’opera che riporterà una epigrafe che ripercorre in sintesi i momenti salienti della lotta per la libertà nella storia del genere umano. Ai lati saranno incisi tutti i nomi dei ragazzi di Fiuggi che per la libertà combatterono settanta anni or sono.

Se New York è orgogliosa della sua statua della Libertà alta 70 metri, noi Fiuggini,, senza peccare di immodestia, e fatte le dovute proporzioni, possiamo essere altrettanto orgogliosi della nostra statua della Libertà alta 2 metri e cinquanta, grazie alla passione ed al valore artistico di un nostro concittadino, Luigi Severa.

Talvolta mi assale il dubbio che la nostra iniziativa possa apparire a qualcuno come un torto agli altri combattenti della seconda guerra mondiale.

Lo escluderei perché tutti i combattenti meritano il nostro sentimento di solidarietà, , affetto, vicinanza e rispetto, anche quando si trovano sul versante sbagliato della lotta. Però il monumento deve trasmettere un messaggio di indirizzo per l’umanità verso i valori eterni della Verità, della Libertà, della pari dignità della persona umana e credo che il “David ciociaro” risponda pienamente a tale esigenza.


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