La storia ha avuto un inizio del tutto casuale. Un breve incontro dal
barbiere, Pietro al monumento, con Giovanni Principia detto la “Minozza”,
gagliardo novantenne, che conosco da tanti anni e con il quale ho condiviso due
stagioni di lavoro insieme all’Albergo Igea nei primissimi anni del dopoguerra.
Dal discorso veniva fuori che Giovanni aveva partecipato alla guerra di
liberazione dal nazi-fascismo nel periodo 43- 45. Anzi Giovanni mi apostrofò con
franchezza:” Lu sai ca eio so’ fatto la guera de liberazione i cu meco ci stenno
na quarantina de fiuggini?Eio so’ remasto puro ferito! (lo sai che io ho fatto
la guerra di liberazione e con me c’erano una quarantina di Fiuggini? Io sono
rimasto anche ferito). ” Ti gli recurdi i nomi? ( te li ricordi i nomi?)”
Rispose.” I tengo tutti a ecchi. ( Li tengo tutti qui).” E con un dito indicò la
sua testa.
Dopo qualche giorno si presentò a me con un foglio strappato da un quaderno
sul quale con grafia incerta m con memoria sicura aveva scritto i quaranta nomi
e cognomi dei ragazzi di Fiuggi che con lui avevano fatto la guerra di
liberazione (43-45). Mi sentii preso da una forte emozione. Quell’uomo semplice
ed umile aveva piena consapevolezza del valore morale e civile della vicenda
bellica che aveva visto protagonisti 40 ragazzi di Fiuggi e della quale aveva
conservato una limpida memoria storica. Lo Stato non gli aveva riconosciuto
neppure la ferita di guerra. Era stato dimesso dall’ospedale di Bari con
diagnosi di pregressa malaria! Lui non ha mai protestato per un mancato,
sacrosanto riconoscimento! A lui bastava il monumento che custodiva gelosamente
nella memoria. Istintivamente sentii il bisogno di fare un piccolo gesto di
riparazione.
Era giusto che Fiuggi dedicasse un ricordo tangibile a quei giovani figli che
avevano combattuto per la libertà di noi tutti. Quei ragazzi ,poco più che
ventenni, cresciuti all’ombra della dittatura fascista, educati all’etica
fascista, ignari della parola libertà e del suo significato, avevano conosciuto
la libertà in modo improvviso e traumatico per vicende di guerra in cui si
trovarono coinvolti.
E’ nata così l’idea di un monumento a futura memoria che abbiamo chiamato
Memoriale della Libertà per dargli un significato più ampio a ricordo di coloro
che combatterono nel corso della storia umana per un ideale supremo, la Libertà
dei popoli e della persona umana. L’idea è diventata realtà grazie al
coinvolgimento di un caro amico, Luigi Severa, che è un valente artista della
pietra. Luigi può ben dire “nemo propheta in patria” perché il suo valore ha
trovato più ampi riconoscimenti fuori che non a Fiuggi.
Appena gli accennai l’idea Luigi l’accolse con entusiasmo cogliendone al volo
la giusta rilevanza. Insieme andammo dal Sindaco di Fiuggi, Fabrizio Martini,
che dimostrò grande sensibilità e disponibilità ad accogliere il monumento nei
giardini di San Biagio. Anche l’assessore alla cultura, Alessandro Terrinoni, ed
il presidente del Consiglio comunale, Bruno Ludovici ci appoggiarono ed
aderirono all’iniziativa senza riserva alcuna.
Luigi si gettò a capofitto nell’impresa. Preparò 3-4 bozzetti. Li esaminammo
e si discuteva nell’incertezza e nella confusione di idee. Io e Luigi non
trovavamo il punto di incontro. Alla fine chiesi a mia moglie, Pina, di fare
l’arbitro, fidando nel suo senso estetico, e scegliere il progetto che più la
convinceva. Non. ebbe incertezze. La scelta convinse immediatamente me e Luigi.
Non perse tempo Luigi e partì subito per Carrara per essere presente alle Cave
del marmo quando veniva staccato il blocco che lui personalmente doveva
scegliere. Mi spiegò successivamente il perché. La scelta del blocco di marmo è
decisiva per la buona riuscita del lavoro e la durata nel tempo. A seconda della
faglia ogni blocco ha un suo “verso” che pochi sanno riconoscere e Luigi è tra
questi, erede della sapienza rinascimentale e michelangiolesca. Il lavoro di
scultura della statua lo ha impegnato per quattro mesi circa, dal Giugno al
Settembre 2012. In gran parte ha lavorato a Carrara, prima sul posto, presso la
cava, dove, dopo la scelta del blocco di marmo (circa 13 quintali) con il giusto
verso, procedeva alla sbozzatura per ridurre il blocco alle dimensioni
geometriche adeguate alla statua da realizzare e per scoprire eventuali falle, o
macchie. Il blocco diventato una sagoma geometrica veniva trasportato in un
laboratorio di Carrara, dove Luigi è di casa, e per due periodi, di tre
settimane ognuno circa, lavorava a realizzare, forse meglio, a creare la statua
della libertà. Trasportata a Fiuggi l’opera, Luigi continuava il lavoro
appassionato per completare la finitura e tutti i dettagli figurativi ed
anatomici. Quando Luigi mi ha chiamato a vedere il risultato del suo lavoro sono
rimasto a lungo ad osservare, in silenzio, cambiando il punto di osservazione
per 360 gradi. Non vi dirò quale è stata la mia reazione emotiva. Sarei felice
se ogni fiuggino dedicasse dieci minuti al monumento per misurarsi con i propri
sentimenti, valori ed ideali.
Per amore di verità vi devo raccontare l’incontro con la statua di Giovanni
Principia, il primo protagonista di questa storia,. L’ho trovato a chiacchierare
al monumento e l’ho portato con me al laboratorio di Luigi a valle Mara. Erano i
primi di Settembre. Giovanni, messo di fronte alla statua ed ai suoi ricordi di
guerra, ha osservato, in silenzio lungamente, muovendosi a piccoli passi
intorno, e poi, d’un tratto ha alzato il bastone ed ha esclamato:” E’ nu
capolavoro!” L’ho scrutato in viso. Una lacrima scendeva dall’occhio destro. Non
è il libro Cuore, è la verità dei fatti. Successivamente la statua è stata vista
da poche altre persone, tra queste mio fratello Virginio, l’assessore Alessandro
Terrinoni, il presidente del Consiglio comunale Bruno Ludovici. Tutti hanno
convenuto che l’opera meritava una sede, innanzi tutto più sicura, ed anche più
idonea. La sede è stata trovata su suggerimento del Sindaco, che ringraziamo di
cuore, proprio nel Palazzo Comunale sul largo ripiano alla sommità dello scalone
monumentale con una accessibilità duplice, la scalea e l’ascensore a tre passi
dal punto dove si erigerà il monumento.
Attualmente è in corso di lavorazione il basamento di sostegno dell’opera che
riporterà una epigrafe che ripercorre in sintesi i momenti salienti della lotta
per la libertà nella storia del genere umano. Ai lati saranno incisi tutti i
nomi dei ragazzi di Fiuggi che per la libertà combatterono settanta anni or
sono.
Se New York è orgogliosa della sua statua della Libertà alta 70 metri, noi
Fiuggini,, senza peccare di immodestia, e fatte le dovute proporzioni, possiamo
essere altrettanto orgogliosi della nostra statua della Libertà alta 2 metri e
cinquanta, grazie alla passione ed al valore artistico di un nostro
concittadino, Luigi Severa.
Talvolta mi assale il dubbio che la nostra iniziativa possa apparire a
qualcuno come un torto agli altri combattenti della seconda guerra mondiale.
Lo escluderei perché tutti i combattenti meritano il nostro sentimento di
solidarietà, , affetto, vicinanza e rispetto, anche quando si trovano sul
versante sbagliato della lotta. Però il monumento deve trasmettere un messaggio
di indirizzo per l’umanità verso i valori eterni della Verità, della Libertà,
della pari dignità della persona umana e credo che il “David ciociaro” risponda
pienamente a tale esigenza.
Necropoli di San Paolo
-
Testo tratto dai siti della Sovraintendenza e Associazione culturale
L'asino d'oro.
A circa 2 km dalle Mura di Aureliano, sorgeva nell’antichità in una ...
1 anno fa
Nessun commento:
Posta un commento